Ti conobbi ancora cerba, magra come un filo d'erba, con la maglia corta e stretta e di blu jeans.
Tu facevi la ritrosa, la scorbutica e scontrosa, e volevi sempre aver ragione tu.
Per sei mesi ti ho filato, come un cane innamorato, e una sera finalmente hai detto sì.
Ero cotto come un pollo, tu mi hai messo il laccio al collo, e il destino crudele allora mi colpì.
Oramai son qui, legato al tuo guinzaglio, e non mi slaggio più.
Mi fai parlare, sol se ti fa piacere, quando credi tu.
Però il filo si è spezzato, e mi sono ribellato.
Io ti mando quel paese, ti protesto senza spese, buonanotte sogni d'or.
Io con te non vedo la ragione di vivere così.
Perciò ti dico che questa situazione ormai è la mia.
Perciò ti dico che questa situazione ormai è la mia.
Mentire ancora non serve più.
Voglio una donna, un amore vero finché c'è gioventù.
Ora sei donna matura, con la testa un po' più dura, balli e canti tutto il giorno non spiù.
I vicini hai disgustato?
Il quartier avvelenato, sembri quasi la regina, ti dai tu.
Ti ritieni una gran dama, perché porti una sottana, con il trucco che ti fai non sembri tu.
Mi fai solo una gran pena, questa è la verità, questo modo di campare non mi va.
Però il filo si è spezzato e mi sono ribellato.
Io ti mando quel paese, ti protesto senza spese, buonanotte sogni d'or.
Io con te non vedo la ragione di vivere così.
Perché...
Perciò ti dico che questa situazione ormai deve finire.
Mentire ancora non serve più.
Voglio una donna, un amore vero finché c'è gioventù.