Signore e signori, buonasera.
Questa serata all'insegna della musica romana vi faceva un po' gola.
Io dico questo
con la mia chitarra,
con questa chitarra,
con questa vecchia chitarra,
con me,
insieme tutti insieme,
questa sera noi faremo una bella passeggiata,
una passeggiata attraverso i
vigoli, le piazze, le fontane,
attraverso il tempo, attraverso i secoli,
e ci ricorderemo
insieme le più belle canzoni
che sono state scritte fino ad oggi.
Gira quanto tu vuoi,
ma qui
t'aspetto,
ma qui t'aspetto.
Bella quando te fece mamma tua,
stiete quasi penando in ginocchione,
e poi si è messe l'angeli a pregare,
bella te avesse fatto come Re Zole,
poi te mannò da Cupido a imparane,
ed imparasti i versi d'amore,
e quando cominciasti a compitane
venisti io bella e mi rubasti il cuore.
Sette bellezze c'aveva una donna,
prima che bella se fossi chiamane,
arta devesse senza la bianella,
e bianca e rossa senza la lisciane,
la bocca piccolina e l'occhio bello,
graziosa etta devesse nere e parallane,
larga de fianchi e stretta in centurella,
quella se vuò chiamar
una donna bella.
Larga de fianchi e stretta de cintura,
quella e una donna bella
e naturale.