Trilussa,
questo grande favoliere o favolista,
favolista il quale ci ha veramente insegnato tante cose,
peccato che non le leggiamo tutti,
e le dovremmo leggere,
non per fare una pubblicità trilussa in quale non ne ha bisogno.
Parla dell'onestà
de' minonna,
non minonna,
la nonna,
una nonna,
non so chi,
e dice appunto così,
la luce è in avido,
quando che nonna mia pio' marito non fece
mica come tante e tante che dopo un po' se
trovero' l'amante,
lei in cinquant'anni non l'ha mai tradito.
Dice che un giorno un vecchio
impreciutito che glie voleva fare da spasimante glie disse,
va' a regalo sto brillante,
si
venite a pia' velo in un sito.
Un'altra al posto suo, come succede,
gli avrebbe detto
subito so' pronta,
ma nonna che era onesta,
non c'ha niente,
anzi, glie disse,
statane
lontano,
tanto che adesso quando la riconta ancora ce se mozzica le mani.
L'ingiustizia del monno.
Quando che senti di cleptomania,
e' segno che un signore che
ha rubato,
e' un ladro ricco, e' sempre un ammalato,
e' il furto che commette, e' una
malattia.
Ma se domani,
se domani un povero affamato che ruba una pagnotta e scappa via,
beh lui non c'ha nessuna malattia che
gli impedisca di esse' condannato.
Così va'
il monno.
L'altra settimana che teta se n'agnete Corsartore,
tutta la gente disse, e' una puttana.
Ma la duchessa che scappò in America col cameriere dell'ambasciatore,
povera donna,
e' un'isterica.
E adesso questa passeggiata sta per terminare,
una bella passeggiata lunga.
Comunque adesso ce ne andiamo sul fiume,
sul Lungotevere.
E chi incontriamo sul Lungotevere?
Sul fiume, chi incontriamo?
Oh,
il Barcarolo, eccolo il Barcarolo.
Đang Cập Nhật
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