chiste la pagina chiunnira di la storia di lupandito giuliano lo primo maggio 1947 miso
a capo di la sobbanda fici sparare sopra le contadini di la chiana di san cipireddo e di
san giuseppe iato riuniti alla portella per festeggiare la festa delle lavorature
i mandatari speravano di fermare l'avanzata degli contadini poveri giuliano e la sobbanda
di ottenere la libertà ed acquistare i meriti e gloria
era nicola barbato lo medico socialista di chiana di grecia
allo primo d'ogni maio di giappeccia c'è raduni due parole per speranza per consolo
all'idione e cucchigli di la chiana con i robbi di velluto li fidili di lontano
venno a compiere lo voto c'era folla già mattina lo sapeva giuliano
ma la folla non lo sapeva
e ballava
giuliano
cantava che suonava che accordava le canzoni e le tavole conzate di simenzi e di turruni
picceritti addormentati nel lupetto delle madri picceritti in caposello nelle spalle
delle padri
scetti e muri senza sedda attaccati alle carrette e le cani scapolate in mezzo a robbie
e bicicletti
zitto e zitta
o la mano
ni la mano
uli caggi
zitto e zitto
chi camminano
essi stricano
le spaggi
entallaria li sciavori di inestra tra gli spini
di lusuli che abbrusciava le speranze i contadini
ogni asta di bandera un marruggio di fiori di fiori di fiori di fiori
di zapponi
nella terra seminata la miseria in genuggiuli
quando
muri
8
year
ऄ
8
interactions
3
problems
2
abbaiavoi
5
buschirò, dissi appena
due parole e la lingua
ci si copre, di lo
monti la pizzuta che al rimpetto di
Lugliano spara sopra di la folla
con la banda Giuliano
a tappeto ed a ventaglio
mitragliavano i genti come
fauci i cameti con lo fuoco negli denti
spaventati
per Lugliano
scappo ognuno
e un
sapone
lunni
l'umaruso
cristiano
ietta foco
e grabe lunni
cecchiamo, cecchiamo cerca
cecchiamo chiangi e grida aiuto
con le braccia e i salari a ben difesa
come un scuto
e le madri con l'usciato, con l'usciato senza sciato
figlio mio
e corpo e braccia come un ghiomero
accruppato
sopra l'auto i banditi
li li petri arriparati non allentano lo fuoco
bombi a mano
e mitragliati
cecchucadi
e non se susi
chiudi l'occhi
e resta morto
così mangia
a mozzicuna
petre d'erba
e guaglia torto
c'è cucurri e si lamenta
con le mani la ferita
e con striga terra a terra con lo musso nella crita
ogni zucca ed ogni petra
un riparo alle persone
e le banche e le carrette in una trincera
un bastione
cecchi e muri per duiano
carrumperoli capizzi
con i cani per d'arreri
abbagliano scantatizzi
dopo un quarto
il giufoco
il giufoco
vita mori
morti
e passioni
li banditi
sin ieri
senza chiun
munizioni
furo cento
le ferite
li portaro
all'ubaisi
nili spazi
li giugranni
li giunichi
brazza misi
e li morti
furo vinti
vinti morti
alla portetta
come peculi
e crapetti
ammazzati
sopra l'erba
sopra l'erba li chiancero figli e matri sconsolati
cui lacrime li facci ci lavavano avvasati
epifani abbarbato
allo figlio morto in terra ci diceva
agli poveri purucacci fanno guerra
una picciotta contadina
colo figlio ne li frazza
a sett'anni t'ammazzaro figlio mio
divento pazza
peggio
per descrivere
sta strage
ci volisse
un romanzeri
sta chitarra
un zabi chiangere
maleditto
stu misteri
margherita la clisceri
che era di un'altra parte di un'altra parte di un'altra parte di un'altra parte di un'altra parte di un'altra parte di un'altra parte
con i cinque figli aristo con l'occhio aperto
abbracciata a tutti e cinque
ne li frazza di la morte un sogliuzzo di innocenti
non c'è un nico tra la panza che ansia solo
e non si sente
si vuite
alla portella
ascoltati
che vi dico
di la panza
di su matri
chi angia ancora
lo giunico
e li morti
sono vivi
li toccati
cu li mano
cu murio
alla portetta
la mafia
e Giuliano
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