Sono
il padre che accompagna i figli a scuola,
il dottore che per sé non ha una cura.
Sono il poliziotto che odia la pistola
e non sa bene ancora da che parte sta.
Sono il professore che nessuno ascolta,
lo studente che ripeterà la quinta.
Che sono l'iraso nel senso di rivolta,
arrivo giusto in tempo per la pubblicità.
Sono l'ombra che ti resta accanto,
la croce di gomma sul collo.
Il cantante, la canzone, chiedi un nome.
Ma io non sono nessuno,
nessuno,
nessuno,
nessuno,
nessuno, nessuno.
Dillo al cuscino, all'uomo nero.
Che io non sono nessuno,
nessuno,
nessuno,
nessuno,
nessuno,
nessuno.
Fammi una foto di me nascosto,
esisto solo per te.
Esisto solo per te.
Sono il vecchio che racconta la sua storia,
il soldato che combatte con lo specchio,
la
ragazza con il trucco che le cola,
la monaca di Monza del rollercoach.
Sono il ballo di quella cartina che brucia da sola nel vento.
E davvero, dopo il fuoco,
resta il fumo.
Ma non è mai stato nessuno,
nessuno,
nessuno,
nessuno,
nessuno, nessuno,
nessuno.
Dillo al cuscino, all'uomo nero.
Che io non sono nessuno, nessuno, nessuno,
nessuno, nessuno, nessuno.
Fammi una foto di me nascosto,
esisto solo per te.
Esisto solo per te.
Esisto solo per te.
Come fosse un segreto,
ho quello che hai nella mano,
come una statua di
vetro, esisto solo per te.
Come il vento sul collo,
la tua preghiera e il silenzio,
anche se tu non l'hai chiesto,
esisto solo per te.
Sono la bambina che gioca sola in un cortile,
l'ubriaco che grida la gente, ridete pure,
sono quello che posso, ma finché avrò respiro.
Ti farà male nessuno, nessuno, nessuno,
nessuno, nessuno, nessuno, nessuno.
Dillo al cuscino, all'uomo nero.
Che io non sono nessuno, nessuno,
nessuno, nessuno, nessuno, nessuno.
Fammi una foto di me nascosto,
esisto solo per te.
Come il vento sul collo,
la tua preghiera e il silenzio,
e siamo nati davvero,
ma non lo diremo a nessuno.