Vespere ancioni truccate,
camicie hawaiiane stropicciate,
mio padre che passava la sua estate a cucinare le pizzette al lungomare.
Caldo che spacca le grate,
la sera mostra gambe scostumate,
e minchia come vanno forti i tuoni di lupare della guerra in riva al mare.
Le sirene che non sanno cosa fare,
né dove andare.
Stai tranquilla guido io,
tu prendi l'ombrellone e qualche cosa da mangiare.
Stai tranquilla faccio io,
non ti devi preoccupare,
ora ti porto a respirare dall'altro lato del mare.
Aree dall'altro lato del mare.
Madri madonne arrabbiate,
in piazza gavettoni e coltellate.
È proprio ieri sera dopo un tuono di cannone,
un altro amico di mio padre.
Musica disco appalante,
l'alciante chiude gli occhi per star bene.
Ma è proprio oltre le luci,
dietro l'ombra del locale,
che c'è la guerra in riva al mare.
I giornali che non sanno cosa dire,
cosa inventare.
Stai tranquilla guido io,
tu prendi l'ombrellone e qualche cosa da mangiare.
Stai tranquilla faccio io,
non ti devi preoccupare,
ora ti porto a respirare dall'altro lato del mare.
Aree dall'altro lato del mare.
Dall'altro lato del mare.
Aree dall'altro lato del mare.
Dall'altro lato del mare.