Non sono neanche del paese, ho una valigia di cartone, sono vestito simborghese, ma dentro
c'è il bandoneone.
Potrei sembrare un ragioniere, anche un geometra potrei, ma un tango lo sento io gridare,
in fondo ai sentimenti miei.
Fermo davanti ad un cinema del novecento ed è lì, d'ogni tanto fan musica, sei giorni
no a un giorno sì, dà poco niente di stipendio per un tanghero incantador, è questo dunque
il bel compendio di un'esistenza di languor, ma non importa però vivo un bel silenzio
nel rumore e osservo con lo sguardo bravo il paesaggio dell'amore.
Ci sono anime segrete fregate da un'ispirazione, sono persone che hanno sete di dadaismo di
astrazione, di un erotismo sconfinato che sembra quasi una illusione, come un mistero
mormorato sui tasti del bandoneone, e sull'ingresso del cinema la proprietaria mi fa, e sono io
la musica, va via pezzente vava, con una furia dinamica, come se fosse un caprone,
calciando brutta bismetica, coi piedi sul bandoneone, bandoneone, vecchio leone, morti là,
bandoneone, vecchio leone, morti là.
Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
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