Sei l'inattesa per ferirmi con le parole,
ma come il sole non cala mai.
Così non puoi
pugnalarmi in una giornata nera,
perché guarda a me,
guarda a me, guarda a me,
voglio essere forte,
molto più forte di te.
Lo so che questo tempo è da stracciare,
invece del silenzio dovrei parlare,
ma che ogni parola è dannazione e può portare lontano dalla vita.
Forse non basta nemmeno una canzone,
forse non basta
nemmeno una canzone,
ma guarda a me che non sono figlio di un re,
che mi verso in cucina il caffè,
che intanto cerco con gli occhi sopra i tetti se la giornata è buona,
ma intanto so che se bussi alla porta io ti aprirò,
perché ho voglia con te di partire per Roma.
Ho
voglia di correre e cantare,
non fermarmi mai,
anche se il mio cavallo è ferro
e beve tutta l'acqua del mare.
Quando arriva dicembre
l'inverno è preso al volo,
nelle notti di neve
il cuore si ferisce da su,
ma se tu sei con me,
anche se non sono figlio di un re,
io ti verso in cucina il caffè
e guardo sopra i tetti l'inverno finalmente svanire,
perché è tempo,
tempo di partire
per Roma.